Scienze della società e scienze della natura
L'opinione comune solitamente attribuisce valore di "scienza" alle discipline fisico-matematiche, collegando a esse una serie di operazioni che siamo soliti associare al lavoro dello scienziato: osservazione, verifica, elaborazione di teorie previsione e controllo dei fenomeni. È a questo modello di scientificità che si uniforma la sociologia? Oppure utilizza procedure e criteri differenti?
Il modello di Comte

Nelle intenzioni di Comte, elaborare una 'scienza della società" aveva un significato ben preciso. Egli riteneva infatti che l'umanità fosse giunta a un momento cruciale della sua storia, caratterizzato dall'affermazione della mentalità scientifica in ogni ambito del sapere e della cultura.
La sociologia rappresentava appunto il coronamento di questa estensione: secondo lo studioso, il suo compito consisteva, nell'applicare ai fenomeni sociali le procedure di tipo empirico(osservazioni,esperimenti, comparazioni) già collaudate nell'indagine sulla natura; e lo scopo ultimo della sua ricerca doveva essere quello di cogliere le leggi generali che governano la vita sociale, al fine di prevederne i futuri svolgimenti per utilizzarli a vantaggio della comunità.
Questo modello rivelò presto i suoi punti deboli. L'idea di regole immutabili e non suscettibili di correzione, risulta poco plausibile anche nell'ambito delle scienze naturali. Inoltre paragonare la sociologia a discipline fisico-matematiche appare improprio sotto diversi aspetti:
- gli esseri umani non sono molecole o corpi celesti, per i quali si può supporre una sicura costanza di comportamento e un totale controllo delle condizioni che ne consentono l'osservazione e la riproduzione in situazioni sperimentali;
- gli esseri umani sono dotati della capacità di attribuire significati e scopi al loro agire
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